di getto.

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3 1 0 3 2 0 2 0
frammenti
dal mio piccolo diario di bordo
sconclusionato
come del resto sembra essere questo particolare periodo
e come lo sono io

in un mondo in cambiamento
in rivolta
in frenetico rallentamento
riscopro l’importanza di fare arte
la necessità di dare ..
a modo mio ..
un po’ del mio ..

ma nel momento in cui
consapevolmente faccio partire il processo creativo
pronta e fiera di esprimermi
ecco che accidentalmente la macchina fotografica si rompe ..

 

 

 

 

 

non sarà mica un segno?

 

 

 

 

 

impotente
anche in questo frangente

 

penso

 

 

al ridimensionare tutto all’importanza della tecnologia alla paura alle maree e al mare a siamo il mare e sì amo il mare e siamo a mare e sì amo amare al futuro alla bellezza che salverà il mondo come scrisse Dostoevskij e ne resto convinta nonostante tutto alla primavera che paradossalmente non è mai stata così fresca alla speranza alla fame che può avere più significati alla fioritura dei ciliegi nel mio amatissimo Giappone dove sta anche nevicando alla leggerezza che non è superficialità alla mia risposta sempre più frequente ‘tutto a posto e niente in ordine’ al credere indifferentemente a cosa alla trasformazione all’impossibilità di materializzare concetti in modo visivo al senso di appartenenza al levare al lavare al lavorare al volere al volare e al valore alla solitudine alla materia alla catarsi all’autoaffermazione ai social alle contraddizioni all’innovazione che include l’inno all’ovazione dell’azione alla storia al COndiVIDere alla Cura di Battiato al fallimento alla libertà alle sigarette che sto smettendo di fumare al nero che nasconde ero al black che nasconde lack al tempismo al mettere dei punti al lieto fine alle amicizie quelle vere al bene al male a te all’autenticità alla primitiva purezza agli occhi che ora con le mascherine devono saper parlare più di prima alle parole che per moda sono entrate a far parte del quotidiano collettivo il più delle volte adornate da quelle famose quattro linee che unite assieme compongono l’hashtag simbolo da me tanto ripudiato e che ora risuonano diverse dense pesanti importanti amore resilienza empatia sensibilità minimalismo mi appunto frasi come ‘il futuro è di chi sa indossare la pelle d’oca’ o ‘non mi piace la gente, ma farò di tutto per emozionarla’ o ‘nel futuro digitale la propria calligrafia sarà arte’ e così riscopro l’inchiostro e la difficoltà di pennino e calamaio per un mancino il scrivere lettere senza spedirle l’imperfezione il rammentare rammendando l’essere abitudinaria stufandomi facilmente oscillando da una bulimia ininterrotta di immagini al buio totale .. … .. ..

 

 

ed ecco che dall’apnea 

inspiro
espiro
e
respiro
con sensō ..

K O N S E N S Ō

.. ma questo è l’inizio di un’altra storia ..

 

 

***

 

 

3 1 0 3 2 0 2 0
fragments
from my little journal
rambling
as it indeed seems to be
this particular period is,
as I am myself

 

in a changing world
in revolt
in frenetic slowdown
I rediscover the importance of making art
the need to give ..
in my own way ..
a piece of me  ..

but when I
consciously start the creative process,
ready to proudly express myself,
the camera accidentally breaks ..

 

 

 

is it not a sign?

 

 

helpless
even at this time

 

I think

 

 

to downsize all of the importance of technology to fear of the tides and the sea we are the sea and yes I love the sea and we are at sea and yes I love to love the future beauty will save the world as Dostoevsky wrote, and I remain convinced in spite of all to the spring that paradoxically has never been so fresh to the hope of hunger that can have more meanings to the cherry blossom in my beloved Japan where it is snowing lightness that is not superficial to my increasingly frequent answer ‘everything is ready and nothing works’ to believe no matter what to the transformation to the impossibility of visually materialising concepts to the sense of belonging to raising to washing to working, to wanting to fly and to add value to solitude to matter to catharsis to self-affirmation to social media to contradictions to innovation that includes the hymn to ovation to action to the history of COdiVIDing  Battiato’s La Cura to failure to freedom to cigarettes that I’m giving up to the black I was hiding in the black that hides the lack of timing to putting a full stop on  happy endings to true friendships to good to evil to you to authenticity to pristine purity to eyes that now with face masks should be able to speak more than before to the words that through fashion have become part of the collective daily routine more often adorned from those famous four lines that joined together make up the hashtag symbol I have so repudiated and that now resonate various dense heavy important love resilience empathy sensitivity minimalism I am merely phrases such as ‘the future belongs to those who know how to dress in goosebumps’ or ‘’I don’t like people, but I will do anything to excite them’ or ‘in the digital future the best handwriting will be art’ and so I rediscover the ink and the difficulties of pen and ink pot for a left-handed person to write letters without sending them the imperfection of recalling remembering being a creature of habit easily bored swinging from an uninterrupted bulimia of images in total darkness .. … .. ..

and here it is
from breathlessness

inhale
exhale
and breathe
with sense ..

K O N S E N S Ō

.. but this is the beginning of another story ..